.

ciò che mi
piace, oppure no

Jul 18
Permalink
Dunque, all’ospedale Niguarda di Milano succede (l’8 luglio) che un anestesista si rifiuti di soccorrere con antidolorifici specifici una giovane donna durante un aborto terapeutico, dopo che a questa è già stato somministrato il preparato atto a provocare l’aborto e lei è in preda a dolori acutissimi. In quel reparto, su 19 medici, 14 sono obiettori - accidenti, vien da dire, così tanta santità tutta concentrata… - e dei rimanenti 5, evidentemente, in quel momento non c’è nessuno. L’anestesista è infatti uno dei 14 obiettori e tranquillamente avverte la donna e il marito che non può procedere all’anestesia perché la coscienza non glielo permette (tra l’altro, se bisogna partorire con dolore figurati abortire. Fa niente se l’aborto è terapeutico e non dettato da relativismo etico e necrofilia secolarista).
Il marito, infuriato, minaccia di portare seduta stante la moglie in un altro ospedale (secondo me minaccia anche qualcos’altro, o almeno io l’avrei fatto: gli anestesisti non sono noti per una particolare vigoria fisica, non più di altre categorie, ed essendo già in ospedale per lo meno ci saremmo risparmiati l’ambulanza). Fatto sta che a questo punto, al posto dell’anestesista timorato di dio ma indifferente alle urla di dolore della donna e richiamato da queste e si presume da quelle furenti del marito, interviene il primario del reparto che al più presto somministra della morfina e la situazione si calma.
Segue denuncia dell’episodio, riunione del comitato etico dell’ospedale, saggiamente amministrato da Forza Italia-corrente CL, articoli sui giornali (al momento non online, credo) e così via.
Comments (View)
blog comments powered by Disqus